6 / LES OISEAUX ONT CHACUN LEUR FAÇON DE CHANTER

Tutti gli uccelli hanno il loro modo di cantare

Alessandra Ferrario - Oriella Stamerra

 

Le nostre comunità sentono forte il bisogno di interrogarsi, ciascuno all’interno del territorio in cui vive si misura con la necessità di definire le caratteristiche del proprio spazio più vitale e autentico. La diversità di appartenenza, di cultura, di riferimenti disorienta, destabilizza. Non dare nulla per scontato, però, può far emerge la volontà, la responsabilità di ridare nome, forma, valore ad ogni aspetto del privato e del sociale.

Come muoverci all’interno di questa polis ideale? Quali legami cercare/rafforzare cogli altri per costruire nodi solidali? O al contrario, quali fili recidere, perché si sono rivelati inutili come strade interrotte o peggio pericolosi come lacci che ammanettano? Ci guida la curiosità o l’ossessione per la sicurezza?

Viviamo nel tempo dei tweet, degli slogan, dei modi di dire ad effetto con cui il mondo della velocità e del consumo detta le sue regole, comunicazioni stereotipate che devono calzare addosso indifferentemente a tutti. Una questione non solo di linguaggio, però: quanto più aride e impoverite le parole, tanto più stretta la dimensione dell’essere, la nostra libertà… Il rischio è di perdere o non saper più raccontare la propria esperienza personale, perdendo con essa una saggezza depositata nella calma del tempo.

Ci proponiamo allora di riscoprire, pur in un approccio breve, ma immediato e coinvolgente, quanto le parole non usate come etichette, bensì recuperate come concentrati di sapienza, possano esserci utili per esprimere mondi, specie se vogliamo raccontare il bello, cosa ci fa felici e ci rende aperti e generosi nel cammino della vita.

“Tutti gli uccelli hanno il loro modo di cantare”: da questo proverbio africano partiremo, usandolo, allo stesso modo che in cui lo si utilizza nell’apertura delle assemblee comunitarie, per liberare la parola, per chiedere a tutti il proprio punto di vista. Chiederemo poi aiuto ad altri detti, proverbi, aforismi di tutto il mondo, intelligenza e cuore di un’umanità antica, mettendoli a confronto con la sete di senso che tormenta noi viandanti odierni, per vedere se riusciamo ad estrarne un succo fresco e ristoratore.

Infine costruiremo un grande albero, simbolo ben adatto a rappresentare la vita, grazie alla sua stupefacente capacità rigeneratrice stagione dopo stagione e, sui suoi rami, ciascuno realizzerà il proprio uccello: unico, diverso e originale, espressione della sua voce più autentica. Non da soli. Insieme. Perché solo così potrà nascere... un concerto nuovo!

 

Alessandra Ferrario Pedagogista e insegnante in un CPIA di lingua italiana per adulti e stranieri. Formatrice interculturale in percorsi per bambini e docenti. È impegnata in attività di inclusione legate al territorio, promuove una cultura capace di tradursi in responsabilità, cura, relazione.

Oriella Stamerra Insegnante e formatrice che ha operato nella cultura e nella prevenzione del disagio giovanile. Cura percorsi di educazione interculturale sulle tematiche dell’identità personale, affettività, educazione alla pace ed alla mondialità. Attualmente, presidente del Centro Antiviolenza di Saronno.

 

 

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