IN RICORDO DI P. ARNALDO

 

 

Un giorno mi regalò uno dei suoi libri di poesie dal titolo Cuore Cosciente. Ma il senso del suo regalo era scritto nella dedica: “A Lucrezia. La poesia e la mistica (che i bambini hanno connaturali) salveranno il mondo”.

Era una indicazione pedagogica, per me insegnante, ma non poeta e non mistica. Riprendeva il tema di tante nostre discussioni, quando il mio essere “prosa” si fronteggiava con il suo essere poeta.

Ricordo lunghi pomeriggi trascorsi ragionando sui temi della rivista CEM che lui allora dirigeva e nelle nostre conversazioni si infiltravano sempre suggestioni, immagini, pensieri, colori e suoni che apparentemente ci allontanavano dal centro del nostro discorso, ma che erano per lui dei fili che si annodavano a perfezione con la sua visione del mondo che andava sempre oltre.

Ogni tanto la discussione si concretizzava in quella che io ritenevo un’accusa nei miei confronti: “Tu appartieni al primo mondo!” e questo giudizio veniva applicato in molte circostanze ad altre persone e forse persino ad alcuni suoi confratelli.

P. Arnaldo non si è mai sentito di appartenere a questo primo mondo. Viveva con disagio l’eccesso, l’opulenza, il disprezzo per i perdenti, il tecnicismo della scuola, la violenza dei più forti.

Il nostro è stato un legame di amicizia fraterna, che si è consolidato nel tempo, anche durante i viaggi compiuti assieme per raggiungere i luoghi dove insieme avremmo tenuto i nostri laboratori formativi. Molti di questi pellegrinaggi ci portavano talvolta ad attraversare luoghi a lui molto cari nel Veneto ed erano occasioni di racconti più personali, di ricordi d’infanzia che scoprivamo essere molto simili perché simile era la provenienza dal mondo contadino.

Ad un amico-fratello un saluto con le sue stesse parole:

 

Mettiamo che i miei occhi

nascessero stanotte,

ogni notte.

Avrei in dono

perpetuo stupore.

Lucrezia Pedrali

 

 

 

 

P. Arnaldo De Vidi, 1940-2021. Il 2 febbraio 2021, all’ospedale Guadalupe di Belém (Brasile), dov’era ricoverato da alcune settimane, si è spento p. Arnaldo De Vidi, nato nel 1940, missionario saveriano, originario di Roncade (Tv). Era entrato nei Saveriani direttamente dal Seminario diocesano di Treviso, come molti saveriani in quegli anni. Ordinato prete nel 1967, fu destinato alla missione di Taipei (Taiwan), dove giunse nel 1969, dopo un anno di studio dell’inglese negli Stati Uniti. Dopo lo studio della lingua cinese, diresse per due anni, dal 1971 al 1972, l’ostello per studenti universitari nell’attuale casa dei saveriani di Taipei. Dopo la chiusura della presenza saveriana a Taiwan, p. Arnaldo trascorse alcuni anni in Italia a servizio del CEM (Centro Educazione alla Mondialità) e del Centro Cinematografico Saveriano (1972-1974). Nel 1975 ricevette una nuova destinazione, per il Brasile, dove trascorse il resto della sua vita – con un intermezzo in Italia dal 1996 al 2006 – come parroco, rettore dello Studentato teologico saveriano di Campinas, professore, direttore del Centro missionario della Regione episcopale Brasilândia di São Paolo. Di ritorno in Italia, p. Arnaldo svolse principalmente il servizio di direttore del CEM Mondialità, dal 1998 al 2005, per poi ripartire definitivamente per il Brasile. Il suo ultimo impegno missionario in Brasile è stato quello di parroco ad Abaetetuba. Gli ultimi suoi libri in lingua italiana: Ho incontrato il dragone. La cultura cinese raccontata agli amici (La Piccola 2007); Né angeli né demoni ma postmoderni. Il Pentecostalismo contemporaneo visto da un missionario (Pazzini 2011). Amante del teatro e della poesia, p. Arnaldo è stato anche un missionario di punta, profetico, soprattutto negli anni della dittatura in Brasile e nel periodo della transizione alla democrazia, sempre a fianco dei più poveri, soprattutto dei “sem terra”. Si veda a proposito il suo contributo: “Il Movimento sem terra in Brasile”, in Pier Paolo Poggio (a cura di), L’altro Novecento. Comunismo eretico e pensiero critico. Vol. 4: Rivoluzione e sviluppo in America latina, pp. 293-314.

 

 

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IN RICORDO DI P. ARNALDO

 

Un giorno mi regalò uno dei suoi libri di poesie dal titolo Cuore Cosciente. Ma il senso del suo regalo era scritto nella dedica: “A Lucrezia. La poesia e la mistica (che i bambini hanno connaturali) salveranno il mondo”.

Era una indicazione pedagogica, per me insegnante, ma non poeta e non mistica. Riprendeva il tema di tante nostre discussioni, quando il mio essere “prosa” si fronteggiava con il suo essere poeta.

Ricordo lunghi pomeriggi trascorsi ragionando sui temi della rivista CEM che lui allora dirigeva e nelle nostre conversazioni si infiltravano sempre suggestioni, immagini, pensieri, colori e suoni che apparentemente ci allontanavano dal centro del nostro discorso, ma che erano per lui dei fili che si annodavano a perfezione con la sua visione del mondo che andava sempre oltre.

Ogni tanto la discussione si concretizzava in quella che io ritenevo un’accusa nei miei confronti: “Tu appartieni al primo mondo!” e questo giudizio veniva applicato in molte circostanze ad altre persone e forse persino ad alcuni suoi confratelli.

P. Arnaldo non si è mai sentito di appartenere a questo primo mondo. Viveva con disagio l’eccesso, l’opulenza, il disprezzo per i perdenti, il tecnicismo della scuola, la violenza dei più forti.

Il nostro è stato un legame di amicizia fraterna, che si è consolidato nel tempo, anche durante i viaggi compiuti assieme per raggiungere i luoghi dove insieme avremmo tenuto i nostri laboratori formativi. Molti di questi pellegrinaggi ci portavano talvolta ad attraversare luoghi a lui molto cari nel Veneto ed erano occasioni di racconti più personali, di ricordi d’infanzia che scoprivamo essere molto simili perché simile era la provenienza dal mondo contadino.

Ad un amico-fratello un saluto con le sue stesse parole:

 

Mettiamo che i miei occhi

nascessero stanotte,

ogni notte.

Avrei in dono

perpetuo stupore.

Lucrezia Pedrali

 

 

 

 

P. Arnaldo De Vidi, 1940-2021. Il 2 febbraio 2021, all’ospedale Guadalupe di Belém (Brasile), dov’era ricoverato da alcune settimane, si è spento p. Arnaldo De Vidi, nato nel 1940, missionario saveriano, originario di Roncade (Tv). Era entrato nei Saveriani direttamente dal Seminario diocesano di Treviso, come molti saveriani in quegli anni. Ordinato prete nel 1967, fu destinato alla missione di Taipei (Taiwan), dove giunse nel 1969, dopo un anno di studio dell’inglese negli Stati Uniti. Dopo lo studio della lingua cinese, diresse per due anni, dal 1971 al 1972, l’ostello per studenti universitari nell’attuale casa dei saveriani di Taipei. Dopo la chiusura della presenza saveriana a Taiwan, p. Arnaldo trascorse alcuni anni in Italia a servizio del CEM (Centro Educazione alla Mondialità) e del Centro Cinematografico Saveriano (1972-1974). Nel 1975 ricevette una nuova destinazione, per il Brasile, dove trascorse il resto della sua vita – con un intermezzo in Italia dal 1996 al 2006 – come parroco, rettore dello Studentato teologico saveriano di Campinas, professore, direttore del Centro missionario della Regione episcopale Brasilândia di São Paolo. Di ritorno in Italia, p. Arnaldo svolse principalmente il servizio di direttore del CEM Mondialità, dal 1998 al 2005, per poi ripartire definitivamente per il Brasile. Il suo ultimo impegno missionario in Brasile è stato quello di parroco ad Abaetetuba. Gli ultimi suoi libri in lingua italiana: Ho incontrato il dragone. La cultura cinese raccontata agli amici (La Piccola 2007); Né angeli né demoni ma postmoderni. Il Pentecostalismo contemporaneo visto da un missionario (Pazzini 2011). Amante del teatro e della poesia, p. Arnaldo è stato anche un missionario di punta, profetico, soprattutto negli anni della dittatura in Brasile e nel periodo della transizione alla democrazia, sempre a fianco dei più poveri, soprattutto dei “sem terra”. Si veda a proposito il suo contributo: “Il Movimento sem terra in Brasile”, in Pier Paolo Poggio (a cura di), L’altro Novecento. Comunismo eretico e pensiero critico. Vol. 4: Rivoluzione e sviluppo in America latina, pp. 293-314.

 

 

IN RICORDO
DI P. ARNALDO

 

Un giorno mi regalò uno dei suoi libri di poesie dal titolo Cuore Cosciente. Ma il senso del suo regalo era scritto nella dedica: “A Lucrezia. La poesia e la mistica (che i bambini hanno connaturali) salveranno il mondo”. Era una indicazione pedagogica, per me insegnante, ma non poeta e non mistica. Riprendeva il tema di tante nostre discussioni, quando il mio essere “prosa” si fronteggiava con il suo essere poeta. Ricordo lunghi pomeriggi trascorsi ragionando sui temi della rivista CEM che lui allora dirigeva e nelle nostre conversazioni si infiltravano sempre suggestioni, immagini, pensieri, colori e suoni che apparentemente ci allontanavano dal centro del nostro discorso, ma che erano per lui dei fili che si annodavano a perfezione con la sua visione del mondo che andava sempre oltre.

Ogni tanto la discussione si concretizzava in quella che io ritenevo un’accusa nei miei confronti: “Tu appartieni al primo mondo!” e questo giudizio veniva applicato in molte circostanze ad altre persone e forse persino ad alcuni suoi confratelli.

P. Arnaldo non si è mai sentito di appartenere a questo primo mondo. Viveva con disagio l’eccesso, l’opulenza, il disprezzo per i perdenti, il tecnicismo della scuola, la violenza dei più forti.

Il nostro è stato un legame di amicizia fraterna, che si è consolidato nel tempo, anche durante i viaggi compiuti assieme per raggiungere i luoghi dove insieme avremmo tenuto i nostri laboratori formativi. Molti di questi pellegrinaggi ci portavano talvolta ad attraversare luoghi a lui molto cari nel Veneto ed erano occasioni di racconti più personali, di ricordi d’infanzia che scoprivamo essere molto simili perché simile era la provenienza dal mondo contadino.

Ad un amico-fratello un saluto con le sue stesse parole:

 

Mettiamo che i miei occhi

nascessero stanotte,

ogni notte.

Avrei in dono

perpetuo stupore.

Lucrezia Pedrali

 

 

 

 

P. Arnaldo De Vidi, 1940-2021. Il 2 febbraio 2021, all’ospedale Guadalupe di Belém (Brasile), dov’era ricoverato da alcune settimane, si è spento p. Arnaldo De Vidi, nato nel 1940, missionario saveriano, originario di Roncade (Tv). Era entrato nei Saveriani direttamente dal Seminario diocesano di Treviso, come molti saveriani in quegli anni. Ordinato prete nel 1967, fu destinato alla missione di Taipei (Taiwan), dove giunse nel 1969, dopo un anno di studio dell’inglese negli Stati Uniti. Dopo lo studio della lingua cinese, diresse per due anni, dal 1971 al 1972, l’ostello per studenti universitari nell’attuale casa dei saveriani di Taipei. Dopo la chiusura della presenza saveriana a Taiwan, p. Arnaldo trascorse alcuni anni in Italia a servizio del CEM (Centro Educazione alla Mondialità) e del Centro Cinematografico Saveriano (1972-1974). Nel 1975 ricevette una nuova destinazione, per il Brasile, dove trascorse il resto della sua vita – con un intermezzo in Italia dal 1996 al 2006 – come parroco, rettore dello Studentato teologico saveriano di Campinas, professore, direttore del Centro missionario della Regione episcopale Brasilândia di São Paolo. Di ritorno in Italia, p. Arnaldo svolse principalmente il servizio di direttore del CEM Mondialità, dal 1998 al 2005, per poi ripartire definitivamente per il Brasile. Il suo ultimo impegno missionario in Brasile è stato quello di parroco ad Abaetetuba. Gli ultimi suoi libri in lingua italiana: Ho incontrato il dragone. La cultura cinese raccontata agli amici (La Piccola 2007); Né angeli né demoni ma postmoderni. Il Pentecostalismo contemporaneo visto da un missionario (Pazzini 2011). Amante del teatro e della poesia, p. Arnaldo è stato anche un missionario di punta, profetico, soprattutto negli anni della dittatura in Brasile e nel periodo della transizione alla democrazia, sempre a fianco dei più poveri, soprattutto dei “sem terra”. Si veda a proposito il suo contributo: “Il Movimento sem terra in Brasile”, in Pier Paolo Poggio (a cura di), L’altro Novecento. Comunismo eretico e pensiero critico. Vol. 4: Rivoluzione e sviluppo in America latina, pp. 293-314.